Prime Esperienze
In Giamaica con Emma e Marco - 1 parte
02.07.2026 |
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"“Oh don’t worry!” Le rispose Hannah “I don’t mind keeping a little memory from you guys!”
Era notte fonda quando si salutarono, promettendosi di rivedersi a Firenze o in California..."
Il riflesso sul finestrino del volto disteso di Emma veniva disturbato dalle luci della pista che coloravano la notte. L’aereo iniziò le operazioni di decollo e la donna cercò la mano del marito seduto accanto a lei. Sposò lo sguardo dal finestrino al sorriso dell’uomo, poi si rilassò sul sedile, pronta per il lungo viaggio di ritorno. Non era stata la solita vacanza, pensò scostandosi il ciuffo dagli occhi, piuttosto un’esperienza emozionante che l’aveva proiettata definitivamente in un mondo che non pensava poterle appartenere. Un mondo che Fabiana le aveva fatto vedere dal buco della serratura. Serratura che era stata scardinata poi da Mara.Esiste una Emma prima di Mara, e una Emma dopo Mara. La vecchia Emma, una donna timida, insicura, timorosa del giudizio degli altri. Una donna grigia, come gli abiti che riempivano il suo guardaroba. Una donna che si teneva lontana dalla femminilità, concedendosi un’acconciatura ogni tanto, un casto restauro dall’estetista prima dell’estate, una donna che credeva di aver scelto la comodità di abiti larghi e sandali bassi, e invece era solo cieca e ignara di quello che poteva essere e avere.
Ma c’è per fortuna anche una nuova Emma. Quella che un bel giorno decise di dare un taglio alla vecchia vita, partendo proprio da quel caschetto trasandato, triste. E allora via con un taglio corto, con un provocante ciuffo che le ricadeva sul viso, via con dei graziosi riflessi biondi che le accendevano il volto. Sorrideva Emma mentre si guardava diventare finalmente bella e radiosa, riflessa nello specchio del salone di bellezza.
E poi la palestra, per provare a modellare il suo corpo, e la soddisfazione quando la pancia si appiattiva e le gambe non erano più motivo di imbarazzo. Emma che finalmente riusciva a fare la doccia in palestra, spesso lasciando pure l’accappatoio sulla panca, tanto la vergogna non le apparteneva più. E lo stupore dell’estetista quando le chiese, prima volta in una vita intera, di fare una pulizia totale. E il guardaroba grigio che ogni fine settimana si arricchiva di colori. E i tacchi che crescevano in altezza. E le gonne che si stringevano e si accorciavano sempre di più. E ancora, e ancora. Semplicemente una nuova Emma.
Fu proprio qualche giorno dopo la famosa notte a casa di Mara, che Emma propose al marito di trascorrere le vacanze estive in un esclusivo resort dall’altra parte del mondo. C’erano tutte le condizioni: figli al mare coi nonni per tutta l’estate, marito fresco di promozione al lavoro. Ora o mai più, pensò.
Non ci pensarono a lungo. Avevano addentato la mela dell’albero di Mara, ed era loro piaciuta. Con quel viaggio avrebbero potuto avere tutte le mele che volevano.
Una bellissima ragazza, pelle color cioccolato e lunghe treccine li accolse alla reception del resort. Ancora un po’ storditi dal volo, caracollarono verso la loro stanza, una splendida suite con spa privata, vista oceano e letto king size con enorme specchio sul soffitto che rifletteva i colori e le luci provenienti da fuori.
La receptionist disse loro che l’intero villaggio era riservato agli adulti e che, se di loro gradimento, potevano circolare liberamente senza vestiti in tutto il resort. Emma ringraziò ma declinò l’offerta, sentendosi sì catapultata in un nuovo mondo, ma del quale doveva ancora ben comprenderne i confini.
Trascorsero i primi giorni respirando l’eccitante aria del resort, guardandosi attorno, scoprendo con gli occhi quell’universo prima così da loro rigettato. Ogni giorno provarono a lasciarsi andare un po’ di più. Una sera provarono il brivido notturno di un idromassaggio nudi nella vasca che avevano in giardino, un’altra volta l’ebbrezza di un bagno di mezzanotte senza i costumi, una sera si avventurarono pure all’interno di una capanna molto particolare, eretta poco distante dalla spiaggia e presa di mira a tutte le ore da ospiti di ogni età e sesso. Si limitarono a osservare, ma l’esperienza non li lasciò privi di una certa voglia di sperimentare.
E parlarono. Parlarono a lungo di quello che cercavano, di quello che volevano. Convennero che non si sentivano ancora pronti a spingere forte come Mara aveva raccontato loro di Fabiana, ma sentivano che c’era uno spazio da occupare, nel quale si sarebbero sentiti a loro agio.
Un pomeriggio, Marco ed Emma sedevano a bordo piscina, sorseggiando un cocktail. Ad un certo momento, si materializzarono davanti a loro due figure. Uscirono dall’acqua come due divinità, sospinti dai raggi del sole che stava tramontando alle loro spalle.
Si presentarono come Jack e Hannah. Entrambi sulla cinquantina, venivano dalla California ed erano tutti e due molto espansivi e sorridenti. Jack, molto alto, con capelli biondi portati all’indietro. Lottava con una incipiente stempiatura, tenendo il passo con un sorrido splendente e due occhi azzurri da divo del cinema. Abbronzatissimo, aveva un vecchio tatuaggio che gli occupava gran parte del braccio destro. “The shitty things you do when you are young and stupid” diceva.
Hannah da giovane doveva aver fatto girare la testa a più di un uomo. Biondissima anche lei, con una cascata di capelli lunghi e mossi, scalati a incorniciarle il bellissimo volto raggiante. La pelle abbronzata lasciava intravedere qualche piccola ruga sul collo e ai lati degli occhi, ma era una donna magnetica. Un leggero accenno di pancia e i fianchi generosi la rendevano agli occhi di Emma e Marco ancora più attraente.
Hannah e Jack si sedettero accanto alla coppia e avviarono subito le presentazioni, con una scioltezza rara. Emma si trovò a baciare le guance di Jack chiedendosi come avrebbe reagito non più tardi di un mese prima.
La coppia californiana non era nuova del resort. Dissero loro che ogni anno ci trascorrevano due settimane per ricaricare le batterie e che quella sarebbe stata la loro ultima sera. Jack offrì un altro giro di drink, che consumarono tranquillamente a bordo piscina, chiacchierando amabilmente con i nuovi amici.
“Any plans for tonight?” Chiese Hannah. Emma le disse che volevano provare il ristorante dalla parte opposta della piscina e Jack ne fu entusiasta. “Let’s have dinner together, what do you think? Beviamo together italiano amico!”
Marco ed Emma accettarono, non senza notare la scintilla negli occhi dei due coniugi americani.
Per l’occasione, Emma indossò il suo abito preferito. Un tubino bianco che le modellava perfettamente il corpo, lasciandole le spalle e la schiena scoperte, scendendo giù in una gonna al ginocchio. Completò l’opera con un sandalo alla schiava bianco, con tacco vertiginoso.
“Hey, che piani hai stasera?” Le disse Marco mentre si abbottonava la camicia di lino bianca “vuoi invadere gli Stati Uniti?”
“No, macché. Forse solo la California!” Le rispose.
“Emma!”
Jack e Hannah li attesero sulla porta del ristorante. Jack aveva pettinato i capelli all’indietro e si era sbarbato di fresco. Vestiva una polo azzurra e shorts bianchi. Sembrava un capitano di un qualche yacht ormeggiato nei paraggi. Hannah aveva una lunga gonna verde che le ricadeva fino alle caviglie e un top dello stesso colore che le copriva solo il seno. Si era appuntata i capelli e i suoi occhi brillavano ancor di più grazie al trucco leggero. Emma notò subito che la donna era scalza, con un braccialetto di argento alla caviglia.
Hannah scherzò dicendole che amava star libera quando non era in California.
“So guys, how did you find out that you love to swing?” Chiese Jack sorridendo, poco prima di addentare il primo piatto.
Emma e Marco si guardarono per un po’ in silenzio.
“Because you guys… are swingers, right?” Chiese fingendosi sospettoso l’uomo.
Marco prese la parola, fece un largo giro di parole, dicendo che avevano scoperto quel mondo solo di recente, ma che ancora non potevano definirsi tali, dato che avevano soltanto avuto un’esperienza con degli amici.
“With friends? Oh wow, you guys are so lucky!”
Emma provò ad aggiustare il tiro, dicendo che per il momento avevano approcciato la cosa in modo molto soft, e che stavano ancora cercando di scoprire insieme i loro confini.
Hannah lanciò un’occhiata intensa a Emma e le disse “And do you think we can help you somehow?”
Jack rispose dicendole che in un modo o nell’altro sarebbero stati di sicuro aiuto. Il tavolo rise e brindò all’amicizia.
La serata trascorse in allegria. I vari bicchieri aiutarono a sciogliere le tensioni e ad accorciare le distanze. Le due coppie passeggiavano a bordo della piscina che li aveva fatti incontrare poche ora prima, quando Hannah decise di dare una impennata al loro tempo insieme.
“So guys, do you wanna come to our bungalow maybe? We still have a couple of bottles that I don’t want to bring back home tomorrow”
Lo disse sfiorando la spalla di Emma con un dito. Nessuno dei due si oppose. Pochi minuti più tardi, sedevano tutti e quattro nel giardino del grazioso bungalow di Hannah e Jack. La donna aveva acceso delle candele tutto attorno al grande divano e c’era un delizioso profumo di vaniglia nell’aria.
Jack versò il primo giro a Marco, già su di giri per i numerosi brindisi fatti a cena. Emma lo prese in giro bonariamente, imitando la sua camminata. Mentre lo faceva, mise un piede in fallo e perse l’equilibrio. Fortunatamente, Hannah riuscì ad evitarle la caduta e la aiutò a rimettersi in piedi. Emma disse che forse era giunto il momento di togliersi i tacchi, e la donna americana le disse sorridendo che lei aveva risolto la cosa già molto prima, essendo uscita a cena scalza.
“You know, I like to be ready for some game… when waiting for the waiter to bring us the dinner!” Disse ammiccando.
I quattro trascorsero la serata sul divano nel giardino, come vecchi amici. Emma e Marco non si sentirono in imbarazzo neanche quando le effusioni tra gli americani salirono di intensità. Jack e Hannah cominciarono a cercarsi con sempre maggior audacia, i loro baci si dilatarono nel tempo, facendosi più lenti e caldi. Accortasi dello sguardo curioso di Emma, Hannah le disse che ancora non aveva visto i due scambiarsi neanche un abbraccio. Jack rincarò la dose, aggiungendo che era di cattivo augurio non scambiarsi neanche un bacetto nel loro giardino.
Per quanto assurda, la scusa di Jack dette la scintilla per accendere i motori. Emma si avvicinò a Marco per baciarlo sulle labbra, ma grazie all’abbondante alcol bevuto, il marito la accolse con un bacio bagnato, infilandole la lingua in bocca e suscitando la reazione eccitata degli americani.
Le due coppie scaldarono coi loro baci l’atmosfera soffusa di quel giardino. Il silenzio che calò sui quattro era sintomo di una tensione erotica crescente che a breve sarebbe sfociata in qualcosa di estremamente piacevole.
Mentre le stava baciando con passione il collo, Hannah gettò uno sguardo alla coppia italiana, cercando il contatto visivo con uno dei due. Quando ci riuscì, si abbassò il top scoprendo il generoso seno. Jack scivolò rapido verso i capezzoli della moglie e iniziò a baciarli con crescente trasporto. Marco fece un cenno a Emma che si voltò e arrossì.
“Che ne dici se…?” Disse Marco, una mano poggiata sopra al vestito della moglie, all’altezza del seno.
“Marco non lo so…”
“Non preoccuparti, lo so io!” E abbassò con delicatezza l’abito di Emma, quanto bastò per fare uscire fuori un seno.
“Oh, nice!” Disse Jack. Emma aprì gli occhi, abbassò lo sguardo e si unì ai complimenti.
Marco fece scorrere le dita sulla rotondità di Emma, carezzò dolcemente l’areola e prese a baciare il seno della moglie.
“How cute Marco…” disse Hannah, sdraiandosi accanto a Emma che respirava sempre più forte e sedeva rigida, le braccia lungo il corpo. Jack fu sopra la moglie, Emma potè sentire il profumo dei loro corpi e ne fu inebriata.
Le due coppie amoreggiarono in quella posizione ancora per qualche minuto, fino a quando Hannah non si rialzò sistemandosi i capelli e togliendosi il top, rimanendo con la sola gonna. Jack si tirò su a sedere e prendendo la moglie per mano la tirò gentilmente verso di sé, facendola salire sulle sue gambe. Hannah si fece scivolare sul basso ventre del marito, mentre lo abbracciava stretto.
“The temperature is rising, amico mio!” Disse Jack a Marco.
“Yes, let’s go inside… guys”
Le due coppie si trovarono in men che non si dica sul grande letto matrimoniale della camera degli americani. Emma, lo sguardo rivolto verso un punto non specificato in basso, disse che non si sentiva pronta a giocare con un altro partner. Hannah le rispose che nessuno l’avrebbe costretta, aggiungendo che non doveva sentirsi in imbarazzo perché lei non l’avrebbe certo giudicata, anzi sarebbe stata molto eccitata a prolungare la tensione nata nel giardino nel modo che preferiva.
Queste parole raggiunsero il cuore di Emma, che la guardò in faccia sorridendo e ringraziandola. Le due donne si scambiarono un casto bacio sulle labbra, poi tornarono tra le braccia dei rispettivi compagni che le attendevano sul grande materasso.
Col passare dei minuti, il numero di indumenti sulle lenzuola e sul pavimento aumentò, fino a quando i quattro corpi nudi dettero il via a una danza sinuosa e magnetica sul grande lettone del bungalow.
Hannah stava felina a quattro zampe, abbandonando la chioma bionda mentre il marito la possedeva da dietro, tenendola per le spalle. I suoi gemiti accompagnavano il lento gioco orale che Marco aveva iniziato a praticare alla sua Emma, sdraiata accanto ai californiani, le gambe spalancate per accogliere il marito.
Le due coppie fecero sesso una accanto all’altra, scambiandosi sguardi, accompagnandosi al piacere con il loro crescente vocalizzo di passione.
In un paio di occasioni i corpi si sfiorarono per un istante, Emma ne fu come elettrizzata. Tremò di piacere sotto a un tocco rubato di Hannah e a una carezza leggera sulla schiena di Jack.
Quando raggiunse il primo orgasmo, si liberò da ogni freno inibitorio e urlò tutto il suo piacere stringendo le lenzuola con le dita. Hannah la seguì poco dopo, sempre a quattro zampe, coi seni che dondolavano avanti e indietro e quella nuvola di biondi capelli che cascavano gentili verso le lenzuola.
Attratte reciprocamente dai loro orgasmi musicali, le due donne si abbandonarono l’una nelle braccia dell’altra, rotolando sulle lenzuola e lasciandoci impressa la loro impronta di piacere. Marco e Jack stettero per un po’ ad osservarle mentre si carezzavano con delicatezza, si scambiavano timidi baci, si osservavano con curiosità dietro al velo della passione.
Jack si scosse per primo e si avvicinò alle due donne. Hannah lo vide arrivare e le si fece incontro, puntando con la bocca direttamente alla sua poderosa erezione. Iniziò a succhiarlo, piegata in avanti, mentre Jack cercava di toccarla tra le gambe.
Emma e Marco osservarono in silenzio. Attesero con grande trepidazione il momento dell’eiaculazione di Jack, che esplose in un prolungato mugugno abbandonando le braccia lungo i fianchi. Hannah non smise di succhiare nemmeno per un istante, continuando il suo lento movimento e cercando con lo sguardo quello del marito.
Emma si avvicinò a Marco, si sdraiò sul letto e tirò il marito verso di sé. Marco la penetrò di nuovo, scivolando con forza su di lei e spingendo coi fianchi sempre più forte. Dietro Emma, i due californiani assistevano in trepidante attesa, abbracciati sul letto.
Marco si abbandonò al piacere inarcandosi all’indietro. Il suo pene scivolò fuori da Emma che lo afferrò e guidò gli schizzi di sperma sulla sua pancia. Per la troppa concitazione, qualche getto cadde sulle lenzuola. L’uomo poi cadde sfinito sulla moglie, in un ultimo vischioso abbraccio.
Jack e Hannah assistevano con un grande sorriso sulle loro labbra.
“Wow italiano amico!” Disse Jack “seems we had a great time, isn’t it?”
“I’m so sorry for the bed sheets” disse imbarazzata Emma.
“Oh don’t worry!” Le rispose Hannah “I don’t mind keeping a little memory from you guys!”
Era notte fonda quando si salutarono, promettendosi di rivedersi a Firenze o in California. Emma e Marco si allontanarono nella notte, Jack e Hannah abbracciati sulla porta del bungalow li guardavano sparire nel buio. Poco più in là, qualcun altro stava abbandonandosi al piacere nel silenzio della fila di bungalow.
“Marco amore, è stato meraviglioso” disse Emma poggiando dolcemente la testa sulla spalla del marito.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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